Il fuoco della passione travolge tutto
La caposala entrò nel mio ufficio
dicendo: “Scusi tanto professore,
stanotte hanno portato una ragazza
che s’è avvelenata per amore!
L’abbiamo presa proprio pei capelli,
ma versa ancora in grave condizione,
la solita ragazza innamorata
ch’è vittima di qualche mascalzone!
L’abbiamo messa in fondo, nella stanza
quarantanove, quella riservata
ai casi gravi e costantemente
vien sempre vigilata e ben curata! ”
Così dicendo uscì dal mio ufficio.
Durante le mie visite, scortato
dai collaboratori del reparto
m’ha preso un colpo quando sono entrato
in quella stanza dove c’era Diana,
la mia fedele, appassionata amante.
La sera prima abbiamo litigato
pel solito problema assai pedante,
perché voleva che io divorziassi
per vivere con lei tutta la vita
e questo l’ha portata a suicidarsi,
non le piaceva d’esser definita
la donna sempre pronta ad accettare
la mia sfrenata, erotica passione
soltanto qualche volta a settimana
in una complicata relazione.
Distesa su quel letto d’ospedale
col volto teso, bianco, affaticato,
sentivo di volerle tanto bene,
ma io purtroppo, ero ... già sposato.
Lei mi piaceva tanto come donna,
però vivevo in mezzo al parapiglia,
perché io non potevo abbandonare
la mia perfetta, magica famiglia
composta da due splendidi figlioli
e da una moglie ligia al suo dovere,
distruggere la cosa più divina
m’avrebbe reso enorme dispiacere!
Al termine del turno di servizio
son ritornato lì nella sua stanza
per confessarle tutto il mio dolore
in quella delicata circostanza.
Abbiam parlato a lungo del problema
per stemperare il fuoco di passione,
ma lei voleva solamente amarmi
restando avvinta a questa relazione.
M’ha detto: “Sergio, tu non puoi capire
lor quando una ragazza è innamorata
si dona cuore ed anima al suo uomo,
purché si senta sempre rispettata.
Sei tanto buono, dolce, sei sincero,
ti amo perché tu sei stato onesto,
restiamo insieme, t’amo da morire,
perdonami se ho fatto questo gesto!
Io resterò nell’ombra per amarti,
non voglio nulla, solo un po’ d’affetto,
mi piaci troppo, sono infervorata,
ritorna a far l’amore nel mio letto! ”
Scoppiò in un pianto di liberazione,
alzò lo sguardo per cercar conforto,
la strinsi forte a me con tutto il cuore,
ci sentivamo uniti nel rapporto.
Segnai sul taccuino dei calmanti
per rendere il suo spirito sereno
e le promisi che in avvenire
l’avrei amata ancora a tempo pieno!
... ... ... ... ...
...Con la speranza che in futuro possa
conoscere qualcuno più presente
per renderla felice giorno e notte
in modo più sincero e convincente!
©
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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