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Riflessioni 20 gennaio 2008 · lettura 1 min · 3803 letture

”tu chiedilo alla polvere”

B
Bruno 94 poesie pubblicate
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Se vuoi saper la vita rivolgiti in soffitta, spostando un po'di polvere che il tempo ha accumulato, ci puoi trovare scatole con dentro tanti ninnoli, oppure tante lettere arrivate qui dal fronte dove le scritte erano: Amata mia mi manchi, io qui non ho più lacrime tutte le notti piangono questi miei occhioni blu. Ci puoi trovare foto ingiallite e in bianco e nero dove persone posano vestiti da lavoro, bambini sorridenti con niente tra le mani accarezzano con cura i loro amati cani. Ci sono poi le lampade ancora funzionanti che con la luce tremula invitavano gli amanti, in fondo li nell’angolo l’armadio delle bambole col viso di ceramica in vestiti sfavillanti. Un Cristo in legno screpolo di polvere vestito la guardia fa da secoli guardando quel soffitto. ”Ci sono tante cose che ancora puoi trovare tu chiedilo alla polvere e una mano ti può dare.”
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cosi... mentre aiutavo mia moglie nei lavori di casa.

B
L'autore
Bruno
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Commenti (8)

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M
Manuela Magi20 gennaio 2008

Sensibilità e l'eterna nostalgia in questa stupenda poesia che condivido ed ammiro.L'autore sa come raccontarsi.Bellissima

Berta Biagini20 gennaio 2008

, mi sono immedesimata anch'io - avendo già provato le stesse sensazioni -

Fippo220 gennaio 2008

Una poesia così realistica, così vera, trasporta nel caro mondo dei ricordi... l'autore magistralmente ci porta per mano in questo splendido viaggio

Triste20 gennaio 2008

Ecco tutto il fascino del ritrovamento di oggetti del passato... non importa se siano o no preziosi..essi ci ricordano momenti che credevamo perduti irrimediabilmente... Oggetti che, sebben coperti da uno strato di polvere, brillano per la loro importanza.

Paolo Ursaia20 gennaio 2008

In un linguaggio piano, assolutamente elegante nella sua semplicità, tanti frammenti di vita, che l'autore ci regala, emozionandoci. Molto piaciuta

... polvere di stelle adagiata sullo scrigno prezioso della memoria, una volta aperto, illumina la vita... poesia semplice, scorrevole... trasparente e armoniosa come l'anima di chi l'ha concepita

Rasimaco20 gennaio 2008

quanta nostalgia in questi versi che sanno di polvere di soffitta... la si sente ogni cosa ne é pregna, ma scrostato il velo ecco risorgere i ricordi del tepo che fu. stupenda e toccante

A
Alberto Canfora27 gennaio 2008

Hai ragione. La soffitta, per me la cantina, con i suoi ”ricordimpicci” (come li chiamava Trilussa) , risveglia fatti che non si ricordavano o si cercava di non ricordare. Ogni tanti anni il robivecchi cancella tutto il cartaceo o gli oggetti che ci hanno fatto compagnia. Resta soltanto la memoria sempre più debole e senza riscontri. Un giorno i figli azzereranno anche i ricordimpicci.