Oltre l’urlo della Tempesta
Aggrappato
con le unghie
all’orlo dell’Abisso
d’ogni
passato incanto
l’infausta fine
rimiravo.
Come
una maledizione
nei
miei occhi sgomenti
dolorosamente rimbalzava
mentre
una muta voce
parole sibilline
al mio cuore
sussurrava.
Fremeva
l’Etere
di morte e di tormenti
speranze
e pentimenti dell’ultimo istante
quando
l’incerta presa
venne meno.
Solo allora
vorticando come foglia
in un’oscurità
che
mai
sembrava potesse finire
dell’Oracolo degli Ultimi Giorni
il dire
compresi.
"La notte"
diceva
"nei tuoi vecchi occhi
si nasconde".
"Come un naufrago
che
impetuose acque
indenne
attraversi
alla rovina d’ogni cosa
che
della tua vita era la ragione
solo
ciò che è in te vero
sopravviverà".
"Oltre
l’urlo della Tempesta
una bianca spiaggia
attende coloro
che
a se stessi
sapranno morire"
©
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E’ bello leggerti di nuovo Marco (Selene Rossi)
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