Preghiera di una madre afgana al filo spinato
Tu filo spinato ammasso ritorto intrecciato
di fili di ferro e d’acciaio appuntiti tu che
dai voli della speranza ci fermi ti prego
abbassati un poco e tu soldato straniero
lì tra la calca impaurito tu pure fermati
un poco ecco alzo le mie povere mani e ti
offro questa creatura carne della mia povera
carne prendilo come dono supremo sofferto
di una povera madre su su corri mettilo
in salvo corri presto e non ti voltare e
tu filo spinato dove ora mi trovo dopo
il mio gesto d’amore impigliata non ti
turbare che ben altro sappi è il mio dolore
...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sguardo poetico sulla drammatica situazione delle (Silvia De Angelis)
madri afgane. Versi apprezzati (Silvia De Angelis)
Condivisa. (Francesco Rossi)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!