Nel suono dell’Ave Maria
Rintocca lenta l’Ave Maria
gemono le campane – senza fretta -
nell’aria ferma della sera,
mente s’infiamma l’orizzonte.
Spicchi di corallo sui muri,
miriadi di soli riflessi
accendono l’acqua che scorre,
sul Fiume s’alza il vento,
ricama e increspa onde,
che s’infrangono spensierate
tra i ponti.
E’ sera,
sera d’estate - e Roma m’accarezza -
ma controluce, tra le fronde,
brillano lacrime d’attesa
contano ore infinite
e aspri minuti d’eternità.
Lungotevere dorme,
tra i chiaroscuri degli alberi
s’incanta lo sguardo oltre il ponte
e il volteggiare dei gabbiani insegue;
la mia figura incerta è un punto
tra il dondolare dei platani,
nel silenzio che avanza,
- e per quel pianto antico
che brucia e m’arde in petto -
solo un respiro d’aria
m’accarezza e consola.
Scolora dolcemente il giorno
freme di malinconia,
s’acquieta l’ultimo singhiozzo
e vorrei volare.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
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