L’estinzione dei silenzi
Willy Zini
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Così tante parole
A trangugiarsi
L’aria
Così tanto spazio
E sempre meno
Vuoto/ascolto.
L’atmosfera Zyklon
Che asfissia
Questi barlumi
Residui
Di senso:
Senza escatologia
Senza punto di fuga
Una violenza scimmiesca
Un’aridità disarmante
Le piante tossiche
Che nel silenzio
Assordante
Assorbono questo
Miserevole tutto.
I satiri stanchi
Hanno i fegati gonfi,
Non è più il tempo
Degli dèi
Ma delle piaghe
Nervose
Che si impossessano
D’ennesime scocche di carne
Urlanti trascinanti
I propri spermatozoi
Verso un limbo
Idiota e superficiale
Come questa felicità
Di plastica.
Uno specchio sporco
Insozzato dalle ambizioni
Meschine
Di chi si ritaglia
La sua fetta di acqua
Benedetta.
Maledetto
Sia per sempre
Il discernimento
Parziale
Dell’intelligente
Che capisce
Di non poter capire.
Se si volesse
Sondare questa serra
Nauseabonda
Chiamata mondo,
Non basterebbe una vita.
Eppure ci si infarcisce
Di assoluti, di aldilà
Di Shangri- Là.
E il Dioniso assente
Si divora il cranio
Nell’attesa di un’attesa
Nell’attesa di una vita
Sfolgorante di marcescenza.
Vera, incontrastata, indefinibile.
È deprimente trovare
La vita tra le righe
Chi d’inchiostro
Chi di cocaina.
Siamo tutti neri.
©
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L'autore
Willy Zini
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ben detto, quasi apocalittico Willy... (Lia)
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