All’indietro
Giorgia Spurio
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Le foglie si mostrano
nel museo dei giganti e dei peccati,
si svelano come perle ingoiate
dalle bocche dei pesci, carpe
che si arrampicano sul dorso del mare,
minuscole balene azzurre
che luccicano con le squame al sole,
leggende dei ghiacciai e delle estati,
dei fiumi che scorrono all’indietro,
delle case senza tetto
che accolgono la pioggia
nel proprio letto
tra la lana e il cotone
tra le dita e i capelli
mentre tutti in silenzio
dormono.
Il mattino spalanca
il suo oro finto
dalle fauci del suo nuovo
cielo, viola e livido,
porpora che sporca le vesti
di chi non si è mai addormentato
disteso al tavolo
vicino a un garage
su una panchina sporca.
Tutti ancora dormono
con la pioggia tenuta
stretta tra le mani unite
e curve, ma se ne va
tra le fessure delle falangi
lasciando il mondo e le sue case
- ci abbandona -
percorrendo, dominando, invadendo
i pavimenti, le linee grigie
tra le mattonelle.
Se ne va...
Spalanca le porte...
Torna alle strade,
torna ai fiumi
che percorrono i nostri occhi
all’indietro.
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Giorgia Spurio
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