La dolorosa solitudine di un vedovo
Mi piacerebbe tanto dialogare
con una donna semplice e sincera,
scambiare le esperienze del passato
per rendere la vita più leggera.
Invece sono solo dentro casa
in preda alla più vivida tristezza,
mi piacerebbe avere una compagna
per regalarle un po’ di tenerezza
e ritrovare il senso della vita
per affrontare meglio la vecchiaia,
invece passo il tempo sul computer
e il pomeriggio dormo sulla sdraia.
Colui che resta vedovo purtroppo
si sente prigioniero del destino,
i figli sono presi dal lavoro ...,
nessuno m’è rimasto ormai vicino ...!
La vita adesso si fa ancor più dura,
però bisogna sempre andare avanti,
parecchi amici sono deceduti,
ma or non voglio avere dei rimpianti!
Di fronte a me la cima del Velino,
è un quadro che mi crea ispirazione,
infatti sto scrivendo a spron battuto
i versi senza alcuna esitazione!
Ma tutto questo dà malinconia,
mancanza di scambiar le sensazioni
che dormono nell’animo annoiato,
purtroppo vivo in queste condizioni!
La vedovanza rende solitari,
ti toglie l’entusiasmo della vita
è la vecchiaia che si fa sentire
rendendoci più dura la salita!
Che brutta storia questa della vita,
laddove il romitaggio è troppo forte,
s’avverte intorno la malinconia
e s’avvicina l’ombra della morte!
Ormai il passato è storia già vissuta,
io guardo avanti, ma non vedo niente,
soltanto giorni lenti da passare
che lasciano il morale deprimente.
Tre stanze vuote, coi balconi sgombri,
nessuno stende più la biancheria,
è la vecchiaia un torpido calvario,
somiglia ad una rigida agonia!
Domani è un altro giorno, da ragazzo
facevo sogni d’oro sul futuro,
ma poi crescendo, dopo tanto studio
mi son trovato con le spalle al muro!
Assunto in un’azienda artigianale,
ho superato, con le promozioni,
la lunga lista di categorie
entrando nella stanza dei bottoni!
Per quarant’anni dedito al lavoro
ho poi raggiunto l’ultimo gradino,
da direttore a ... nuovo pensionato ...,
il tutto per volere del destino!
Noi tutti, sia volenti che nolenti,
siam destinati a chiudere il cammino
di questa vita, perché sul finire
dobbiamo fare i conti col Divino!
Il tempo ci accompagna nella vita
in modo assai discreto e silenzioso,
ma noi non ci accorgiamo mai di nulla,
fin quando il cuor diventa più affannoso!
E solo allora ne prendiamo atto
che il tempo della vita è terminato,
ci restano soltanto pochi anni
e poi lasciare il mondo tanto amato!
E resteremo schiavi del mistero
che avvolge tutto il mondo della morte ...!
Tra breve varcherò anch’io la soglia,
...così raggiungerò la mia consorte!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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