Proprio quelle mani
D’un pianto
senza lacrime
era
ricolma la Notte.
Ed era
mio
quel lamento
giacché
dolenti
erano le vie della carne
intrise
di paura
lacerate
da un atavico tormento.
Nella
densa oscurità
di
quell’umano sentire
selvaggiamente
urlavo
il mio amore tradito
graffiando
nel buio
dei miei occhi vacui
proprio
quelle mani
che
con tanta
devota tenerezza
sino
a quell’istante
su di me
avevano vegliato.
Ora so
che
a cagione
della complessità del mio scopo
figlio
d’un più grande Intento
mai
e poi mai
avrebbero
potuto
consegnare la mia anima
tra le grinfie
spietate
della Sorte.
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