Come fosse un grido
Fluttuando
su di un refolo d’aria
di sorpresa
mi coglie.
E’
un sussurro lieve
ma
mi colpìsce
come
fosse un grido.
Con la forza
di
mille voci dimenticate
senza più
un nome
o un volto.
Vivo
più della vita stessa
vibrante
ed essenziale
più dell’aria
che respiro.
Come
un richiamo
che
i Mondi attraversi.
Al cospetto
dell’inatteso
l’incongruità
d’ogni mio pensiero
disperatamente avverto.
Inadatto
a comprendere
di
quelle piccole voci
il palpitante
messaggio.
Ma
più d’ogni altra cosa
a sondare
dell’Amore
il seducente Mistero.
Una scelta
lacerante
mi è richiesta:
porgere
l’orecchio al Silenzio
oppure
consentire
all’invisibile Burattinaio
che
sempre agita
i miei pensieri di schiavo
di soffocare
nella
limacciosa palude dell’Ovvio
il divino
respiro delle cose.
©
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