La sonnambula triste e spaventata
Patrizia, la mia dolce convivente,
purtroppo soffre di sonnambulismo,
in piena notte s’alza lentamente
e, poi, con un perfetto sincronismo
solleva le sue braccia e con le mani
avanti per proteggersi, cammina
in giro per la casa a passi strani,
però non va né in bagno, né in cucina,
ma si dirige dritta nel salotto,
in camera da pranzo e nel mio studio.
Stanotte, con il sonno ormai interrotto
(è cosa veramente che ripudio! )
mi sono alzato e attento l’ho seguita
per la curiosità di constatare
l’origine di quella strana uscita.
Lei, intanto, seguitava a camminare
e giunta nel salotto s’è abbassata,
frugando con pazienza in un cassetto,
ha preso una medaglia inargentata
e, poi, l’ha messa dentro al suo stipetto.
In camera da pranzo ha rovistato
nel mio borsello, ha preso del denaro,
è andata al suo stipetto e l’ha posato,
ma io di tutto ciò ne ero ignaro!
Tranquillamente s’è rimessa a letto
ed ha dormito sino alla mattina.
Al suo risveglio, in modo assai corretto,
io l’ho osservata, fino a che in cucina
m’ha preparato il caffè, serena,
nel modo più pacifico e inatteso.
In quel momento sono entrato in scena
e, con un tono placido, disteso
ho chiesto: “Questa notte hai dormito?”
M’ha fatto “sì” col cenno della testa.
Ho replicato: “Scusa ho un quesito,
ti devo fare una domanda onesta:
Stanotte in preda al solito ‘disagio’
hai preso i soldi dentro al mio borsello,
però è solo un futile presagio
che non nasconde il minimo tranello,
in quanto ti conosco già abbastanza
e non faresti mai un simil atto
nei miei riguardi, in questa circostanza
deduco che quel gesto è stato tratto
dal tuo inconscio, quindi, sei innocente,
però l’istinto sento che mi dice
che in te c’è qualche cosa di cosciente
che non ti fa sentire mai felice,
così nel sonno vendichi i dissensi!
Perché mi rubi i soldi mentre dormi?
T’ho fatto mai mancare dei compensi?
Di giorno, poi, ti svegli e ti trasformi! ”
Mi ha risposto: “Ma perché ho paura
che tu mi lasci, sai che t’amo tanto,
mi sento molto debole e insicura,
i soldi rappresentano soltanto
timore pei problemi della vita
e ciò mi spinge a questa protezione,
ti prego di scusarmi, son pentita,
è il frutto d’una vivida tensione
che si riflette sul disturbo a letto! ”
...L’ho presa tra le braccia dolcemente,
l’ho stretta fortemente sul mio petto
e l’ho baciata appassionatamente,
dicendole: “Ti amo da impazzire,
il nostro amore è bello e condiviso,
invecchieremo insieme, non soffrire!
Però, adesso, ... fammi un bel sorriso! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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