Nostalgia
Ti ricordi, mia cara, quando si andava
Nelle tarde giornate, a sospirare
nei campi dorati, sciolti nel nostro
linguaggio, nell’erba scalzi bagnata.
I suoni di giugno ci cingevan le orecchie
e io t’intendevo e tu m’intendevi.
È ora che camminiam separati,
che ti vedo coperta dal tuo velo opaco
ch’ogni volta mi fa sobbalzare
e mi rende oscuro quel che celi nel cuore,
i miei occhi, che furono certi,
son ora atterriti e vagano vani
nella speranza di ritrovar per un’ora
la vigliacca certezza perduta.
Dov’è quel colore che facea favillare
il tuo sguardo, ora triste e più vuoto,
non più colmo dei mille sospiri
ch’all’anima mia cagionava vivace.
Son così disperato e ora vago da solo
A cercar quel che resta di ciò che fu un giorno,
fisso nei pensieri più fitti di una notte stellata.
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Complimenti. (Alberto De Matteis)
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