Giorni di ginestre e betulle
Quando sarò riuscita ad invecchiare
senza aver ancor dimenticato il mio tempo insieme a te,
saprò,
che quei nostri anni insieme
furono così rivoluzionari,
da incidere la tua orma nei miei passi per sempre,
seppur in seguito girovaga
non più in cerca delle tue tracce ...
Quando sarò riuscita ad invecchiare,
senza aver più serbato
rancore per tutto ciò che mi è sfuggito dalle mani,
senza più recriminare sul torto e la ragione,
su ciò che è stato e più non sarà,
saprò che la pietà conta più dell’odio,
e alla fine ciò che resta è più forte di ciò che l’oblio forzatamente accantona ...
Erano giorni di ginestre e betulle
ed io come una farfalla girovagavo in cerca del tuo miele,
e la primavera rivestiva di fiori il mio corpo nudo,
e tu eri la pioggia che mi dissetava,
ed io sentivo di appartenere alla terra,
su cui tu posavi i tuoi piedi,
e l’alba ci sorprendeva increduli che la notte fosse stata così breve ...
©
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Immagini molto sentite sf. Complimenti (Alberto De Matteis)
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