Come la voce del mattino
Giorgia Spurio
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C’è uno schermo
che separa i cuori
che divide le urla.
E ti ricordo bianco tra la neve,
rosse le tue labbra,
i muscoli che si affrontavano, si arrotondavano
sotto gli occhi degli alberi.
Il petto prendeva tutta l’aria fredda
e la stagione delle bocche da leone
diventava dei soffioni volteggianti.
Non mi hai mai parlato
-mai in quel modo-
Una voce che incatenava
la bambina nella donna.
Con disprezzo guardavi il cielo
e la tua pelle diveniva rosea poi porpora
-un bacio riaffiorato dall’alveo dell’inconscio-
Un abbraccio nudo -bianco e rosso-.
Diventasti come la luna
-cosí lontano
così luminoso
così odioso-
Così bianco
come il marciapiede
sotto le foglie.
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Giorgia Spurio
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