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Dialettali 22 novembre 2021 · lettura 1 min · 787 letture

Er Metaverso

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Eugenio Zoppis 55 poesie pubblicate
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De ‘sti tempi, la ggente è fanatica De quarsiasi novità dell’informatica. Tutti a smanettà co’r coso in mano, nun se parlamo più ma “messaggiamo” e mentre stamo appiccicati sui sociali, nun ce semo mai sentiti così soli. Adesso sta arivando er “metaverso” così davero ar monno tutto è farso, e vivendo nella quarta dimensione, ogni somaro se crederà un leone. Anche incontrarse in modo virtuale restanno a casa, diverrà normale. Per esempio, due avatari a la matina che vanno ar bare a fasse ‘na tazzina faranno finta, sia detto fra me e te, che sentano er sapore der caffè. Mentre vivremo nell’immaginario quarcuno ce sarà che fa sur serio; chi ce tartassa infatti è cosa vera, e ce controllerà nell’infosfera. Ma noi che semo tutti “collegati” resteremo pecoroni e buggerati.
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Metaverso è un termine coniato da Neal Stephenson in Snow Crash, libro di fantascienza cyberpunk, descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. (Wikipedia)

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Eugenio Zoppis
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Ironica e intelligente, mi è piaciuta tanto. (Sara Acireale)

Commenti (1)

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Sara Acireale22 novembre 2021

È vero, oggi tutte le persone di qualsiasi età stanno sempre a smanettare col cellulare; nessuno ha più voglia di correre (o semplicemente fare una passeggiata), di andare al cinema, incontrare persone. Tutto passa attraverso la rete. Ha fatto bene il Poeta a scrivere questi versi ironici e itelligenti che ci confermano l’idea del degrado mentale in cui siamo arrivati.