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Sociale 25 novembre 2021 · lettura 1 min · 934 letture

Sono sordo- cieco

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
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Mi accontento del profumo d’un fiore degli odori della cucina del sapore d’un cappuccino d’accarezzare il mio gattino per sentire la felicità vicino. Ma non sento le note di un violino e non vedo nessun fiore né tramonti né aurore, né stelle, né luna, né cielo, negli occhi solo un nero velo. . Son nato cieco e sordo nessun volto io ricordo. Sentire il calore delle voci care mi trastulla, ma passo ogni giorno dal sonoro al muto, appena sfilo l’impianto per l’udito, io piombo nel buio e nel silenzio assoluto che mi annulla.
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La mancanza contemporanea di quest5i due sensi è una delle cose più terrbili che possa capitare ad una persona. In Italia circa 150 mila persone vivono così.

L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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Commenti (2)

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Alessandro Sermenghi26 novembre 2021

Tentando di rinverdire questa triste poesia, contribuisco aggiungendo che, in genere, chi viene privato per sorte o per disgrazia di uno o due sensi, acquisisce una sensitività extracorporea, che, come riserva naturale, alimenta le possibilità della propria percezione.

Michelangelo La Rocca28 novembre 2021

Versi molto tristi che denotano una notevolissima sensibilità del poeta che affronta un un’argomento così complesso e complicato con apprezzabile poeticita‘.Complimenti al poeta!