La donna non perdona il tradimento
“T’ho chiesto solo come sta tua madre!
D’altronde sei ancora mio marito,
ci siamo solamente separati,
perché sei stato tu che m’hai tradito!
Qualcun m’ha riferito che sta male,
tua madre fra di noi non centra niente,
con me s’è comportata sempre bene,
per questo te l’ho chiesto dolcemente!
Scommetto che l’hai detto alla tua amante
con me tu stai facendo il sostenuto,
va bene, adesso vado a casa sua,
fai quello che ti pare, ti saluto! ”
Così dicendo Barbara decisa
salì sulla vettura contrariata
e poco dopo giunse al domicilio.
Aprì la figlia, ovvero la cognata,
appena che la vide ruppe in pianto
e l’abbracciò tremante, impaurita,
entrambe si recaron nella stanza ...,
la donna era distesa, in fin di vita!
La visitò il medico di base,
ma l’esisto purtroppo fu glaciale,
chiamò un‘ambulanza con urgenza,
la donna fu portata all’ospedale!
Le due ragazze dentro al salottino
parlarono del fatto che Roberto
aveva proprio perso la ragione,
essendo molto timido, inesperto,
lasciandosi sedurre totalmente
da quella dissoluta senza cuore,
che l’ha costretto ai propri desideri
spremendolo sul letto dell’amore!
Fu Barbara che in preda a intensa rabbia
decise di chiamarlo al cellulare,
la madre stava in condizioni estreme
e lui non la veniva a visitare!
Ma il cellulare stava sempre spento,
lui non voleva esser disturbato,
e dopo varie prove, finalmente,
le disse con un tono disperato:
“Se tra un amplesso e l’altro trovi il tempo
di fare un salto qui all’ospedale ...,
potresti ancora rivederla in vita,
sennò verrai con ‘quella’ al funerale! ”
Roberto non rispose, frastornato
dal tono duro della sua consorte,
richiuse il cellulare amareggiato,
provava un’amarezza troppo forte!
E la cognata ch’era lì presente
acconsentì a quella ramanzina
per suo fratello troppo sottomesso
ad una truce, squallida, sgualdrina!
Entrambe s’alternavano a vicenda
al fine d’alleviar la sofferenza,
ma dopo qualche giorno d’agonia
la morte emise l’ultima sentenza.
Il giorno dopo dietro al funerale
un numero infinito di presenti,
ci stavan le sorelle ed i fratelli,
con gente del quartiere ed i parenti.
La cerimonia dentro al cimitero
fu intima, composta, familiare,
Roberto, con l’aspetto d’un fantasma,
apparve lì ... per farsi perdonare!
...Ma Barbara di fuori dal cancello
lo redarguì dicendo: “Sei cambiato,
non riconosco più quel bel ragazzo
che mi veniva dietro innamorato!
Adesso mi fai pena! Sono stanca,
il tuo non è sincero pentimento,
ritorna pur da quella svergognata! ”
...E se ne andò in preda allo sgomento!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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