Semi sulle dita
Non era agitato il Sole
ma allegro di spezie e si fermava alto
all’inizio della mia bocca e del mio temperamento giallo.
E il vento, lui, sospirava lemmi e calabroni
per poi blandire putiferi di carta
che piluccavano parole a dondolo e tè dolci.
Vanno e vengono, vengono e vanno: nubi girovaghe
e semi sulle dita, aerei. Di fatto
della mia piccolezza li vesto. Della mia piccolezza.
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