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Introspezione 26 gennaio 2022 · lettura 3 min · 988 letture

Confessione personale a cuore aperto

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Sto contestando Dio Onnipotente, gridandoGli: “Conosco la mia sorte, i medici me l’hanno confermata e quindi sono ... condannato a morte! Gli avevo chiesto ancora qualche anno per terminare i settecento brani racchiusi tutti dentro la mia mente che devo digitar con le mie mani! Purtroppo mi rimane poco tempo e non sarò in grado di finire il mio lavoro appena cominciato, perché son certo ... che dovrò morire! A volte è molto meglio fare un patto col diavolo, perché sa accontentare coloro che si prestano al suo gioco in cambio d’un piacere singolare. Va bene, sto perdendo la pazienza, da questa sfida ... ne uscirò sconfitto, ma lotterò con tutte le mie forze, perché io lo ritengo un mio diritto portare a compimento il mio lavoro che amo più della mia stessa vita, immagino che Lui sta sorridendo sapendo che per me ... è già finita! Ma non m’arrendo nonostante il triste responso di dottori e professori continuerò ogni giorno a pubblicare per rendere felici i miei lettori. Ostinazione e puntiglioso orgoglio mi spingono ogni volta, di mattina, a stare sul computer per postare, è questa la missione mia divina! Da vari mesi vivo in pieno lutto, nel marzo scorso ho perso la consorte, avevo chiesto un po’ di comprensione ... son stato invece ... condannato a morte! Va bene, prendo nota del verdetto, seppure col morale sottoterra continuerò la vita in sofferenza ... ed alla fine perderò la guerra! Dovrei impazzire in questa bieca attesa? Continuerò a scrivere di getto le liriche con tanta ispirazione, lo reputo un piacevole diletto! Ho lavorato più di quarant’anni, ho sempre rispettato il mondo intero, non meritavo certo una condanna così crudele, ... sono prigioniero di questa spada posta avanti al petto ch’è pronta per trafiggere il mio cuore! E’ un vivere davvero turbolento, nell’animo ho un tremendo malumore! In vita non ho mai preteso nulla, ne grazia, ne miracolo imponente, rimango ad aspettare la mia fine, sarà quel che sarà, resto impotente di fronte a questo dramma silenzioso che col passar del tempo è peggiorato, purtroppo sono un essere mortale ed il traguardo è stato decretato! Perciò se il mio destino è già segnato io resto a completare la poesia col foglio steso e con la penna in mano sul piano della vecchia scrivania. Son chiuso dentro un’umile mansarda, scrivendo storie varie, ma curiose, perché procuran sempre nel finale svariate sensazioni deliziose! Sospinto dall’orgoglio, è già scontato, che quest’azione non verrà smentita, io scriverò fin quando la mia penna scivolerà ... dalle mie spente dita!
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Nei momenti di crisi escono parole di delusione e di sconforto perché lo stato d’animo è a terra, questo vuole essere un soliloquio fatto durante una delusione profonda per una brutta notizia ricevuta riguardo alla mia persona, succede, ma bisogna sempre saper reagire a tutte le avversità che la vita ci riserva giorno per giorno, siamo vittime del mondo in cui si vive alla mercé delle notizie positive e negative che rimbalzano nel corso dell’esistenza, questa è la vita!

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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