Confessione personale a cuore aperto
Sto contestando Dio Onnipotente,
gridandoGli: “Conosco la mia sorte,
i medici me l’hanno confermata
e quindi sono ... condannato a morte!
Gli avevo chiesto ancora qualche anno
per terminare i settecento brani
racchiusi tutti dentro la mia mente
che devo digitar con le mie mani!
Purtroppo mi rimane poco tempo
e non sarò in grado di finire
il mio lavoro appena cominciato,
perché son certo ... che dovrò morire!
A volte è molto meglio fare un patto
col diavolo, perché sa accontentare
coloro che si prestano al suo gioco
in cambio d’un piacere singolare.
Va bene, sto perdendo la pazienza,
da questa sfida ... ne uscirò sconfitto,
ma lotterò con tutte le mie forze,
perché io lo ritengo un mio diritto
portare a compimento il mio lavoro
che amo più della mia stessa vita,
immagino che Lui sta sorridendo
sapendo che per me ... è già finita!
Ma non m’arrendo nonostante il triste
responso di dottori e professori
continuerò ogni giorno a pubblicare
per rendere felici i miei lettori.
Ostinazione e puntiglioso orgoglio
mi spingono ogni volta, di mattina,
a stare sul computer per postare,
è questa la missione mia divina!
Da vari mesi vivo in pieno lutto,
nel marzo scorso ho perso la consorte,
avevo chiesto un po’ di comprensione ...
son stato invece ... condannato a morte!
Va bene, prendo nota del verdetto,
seppure col morale sottoterra
continuerò la vita in sofferenza ...
ed alla fine perderò la guerra!
Dovrei impazzire in questa bieca attesa?
Continuerò a scrivere di getto
le liriche con tanta ispirazione,
lo reputo un piacevole diletto!
Ho lavorato più di quarant’anni,
ho sempre rispettato il mondo intero,
non meritavo certo una condanna
così crudele, ... sono prigioniero
di questa spada posta avanti al petto
ch’è pronta per trafiggere il mio cuore!
E’ un vivere davvero turbolento,
nell’animo ho un tremendo malumore!
In vita non ho mai preteso nulla,
ne grazia, ne miracolo imponente,
rimango ad aspettare la mia fine,
sarà quel che sarà, resto impotente
di fronte a questo dramma silenzioso
che col passar del tempo è peggiorato,
purtroppo sono un essere mortale
ed il traguardo è stato decretato!
Perciò se il mio destino è già segnato
io resto a completare la poesia
col foglio steso e con la penna in mano
sul piano della vecchia scrivania.
Son chiuso dentro un’umile mansarda,
scrivendo storie varie, ma curiose,
perché procuran sempre nel finale
svariate sensazioni deliziose!
Sospinto dall’orgoglio, è già scontato,
che quest’azione non verrà smentita,
io scriverò fin quando la mia penna
scivolerà ... dalle mie spente dita!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Intanto sei vivo e noi leggeremo i 700 brani... (Lia)
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