Gli ignari

C’è dolore nella gente.
Piange dentro.
Piange il braccio e la sua gamba,
piange il piede ed il suo dito,
piange l’occhio e le sue ciglia.
Piange, sola, questa gente.
Si rinfaccia una ad una
colpe e obbligo di scelta.
Passa il giorno, passa la notte,
nulla cambia, solo ossa rotte.
Schiaffi e pugni al viso ignoto
li solleva dalla cruda realtà.
Fugge il tempo, fugge il pianto.
Sfugge il canto e la preghiera,
trova spazio in ogni piega
il possibile divino.
Si nasconde in un sorriso
la salita al sacro cosmo.
Pace regna finalmente.
Nulla conta come il niente.
Nella danza del domani
un applauso a piene mani.
©
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