Quando tu non c’eri
Quando tu non c’eri
ero ostaggio di me stessa,
come alla vita sottomessa
e non sapevo immaginare,
e non mi potevo reinventare.
Non conoscevo l’essenza del dolore,
o l’armonia musicale di un accordo,
che le parole avessero spessore,
o quanta gioia scaturisse da un ricordo.
Quando tu non c‘eri
aprivo il varco alla paura,
sottraevo lo sguardo all’avventura
e non vedevo del mio corpo i contorni netti,
come da una barriera invisibile protetti.
Erano solo le nubi al cielo,
il prato alla terra,
il sole alla luna,
l’oscurità alla luce.
Quando tu non c’eri
io mi ponevo domande
mentre ora cerco risposte
e magari sognavo un letto di ghirlande
invece di agognare emozioni più nascoste.
Una stella era solo una stella,
che si staglia in alto, luminosa e bella;
non celava ogni alito di vento una storia,
trasportata in ogni dove tra folate di memoria.
Quando tu non c’eri
nessuno mi avrebbe sorpreso né intricato
e non immaginavo che, invece, qualcuno
avrebbe potuto togliermi il fiato!
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