L’Olivetti
Ti ascoltavo
mentre eri la
con l’Olivetti
quasi a suonà.
Ora veloce, ora lento,
poi fermarti e ripartire
come treno che sa
dove dover finire; din!
Allora anche io
di fronte all’Olivetti
imitavo quell’andatura
quasi a conoscerne i segreti.
Pigiavo i tasti non per gioco
ma per essere come il babbo.
"Presto con fuoco" il tempo
come in una vera partitura.
Anche i tasti però, hanno carattere
e se vai solo di fretta si chiudono
in un abbraccio di silenzio tra loro.
Sai, mi capita lo stesso quando...
Così io pur mi blocco
in un groviglio muto
di pensieri mai detti
com’era nell’Olivetti.
©
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