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Impressioni 12 febbraio 2022 · lettura 2 min · 1008 letture

Carnevale a Venezia

Giuseppe Mauro Maschiella 739 poesie pubblicate
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Era diverso il Carnevale a Venezia danzava la Moretta muta con grazia e tra velette e piume corvine volteggiavano intorno fantasie libertine. In incognito la Bautta si spostava in gondoletta per organizzare la sua notte di vergini e concubine di giocose follie amorose che non avevano fine. E mentre nelle calli e tra i campielli “Semel in anno licet insanire” ripetevano incauti brutti e belli in cerca di donne ben disposte incuranti della Peste. E nel delirio dei sensi compariva un inquietante figuro spaventoso stonato nel carnevale voluttuoso. Il lungo becco adunco a coprire il viso, serio monito, lugubre avviso, il bastone tra le ossute dita a ricordare l’epilogo funesto della vita. S’aggirava tra un mare di teste lui, il Medico della Peste. Sono storie antiche, lontane d’una Venezia smarrita nel tempo, oggi il Carnevale è ben diverso, forte s’avverte lo sgomento per la pandemia che resta e non va via. Altre maschere sui volti, ben poca allegria paura per la malattia e dolore per i morti. Pochi i turisti nell’incertezza e nel buio di questo nuovo male, con meno spensieratezza si festeggia il Carnevale.
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LEGENDA- La Bautta, la Moretta, il Medico della Peste = maschere veneziane alle quali veniva attribuito a ciascuna, un significato. / Calli e campielli = strade e piazzette. “Semel in anno licet insanire” = "Una volta l’anno si può impazzire"

L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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Versi letti con piacere! Complimenti! (Michelangelo La Rocca)

Con piacere ti leggo sf. Complimenti (Alberto De Matteis)

Commenti (2)

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Michelangelo La Rocca16 febbraio 2022

Con la pandemia è cambiato tutto, nulla è come prima neanche il carnevale, nemmeno quello stupendo di Venezia. D’altra parte il carnevale è allegria, è spensieratezza, è dimenticatare le quotidiane preoccupazioni. Fino a quando circolera’ il nemico invisibile e letale tutto ciò è impossibile. Dobbiamo attendere tempi migliori. Complimenti per la bellissima poesia!

Alberto De Matteis21 febbraio 2022

Una bellissima lirica e ricca di particolari per un carnevale di Venezia di atri tempi. E pare di assistere di persona a quanto egregiamente descritto dal poeta Giuseppe Mauro Maschiella in questo bel componimento. Erano giorni di allegria e di spensieratezza secondo il famoso detto: semel in anno licet indagine. E adesso? Con la pandemia è tutto cambiato. Ma speriamo in tempi migliori e in un carnevale di Venezia tipico di qualche anno addietro. Elogio sincero per questi versi molto apprezzati.