Venerdì gnocolar
L’inverno mesto prepara le valigie
e in cielo il sol più a lungo ci sorride,
in questo tempo che primavera attende
tutto il contado in maschera s’accende.
Ognuno muta stato e si traveste,
regala ognun sorrisi in queste feste
e per le strade e piazze si ritrova
per assaggiar quell’aria tutta nuova.
La maschera nasconde ogni dolore,
ognuno è re, è mago, è un dottore,
povero o ricco ognun vuole stupire
perché una volta l’anno è lecito impazzire.
E’ in questa frenesia d’ogni borgata
che alla farina si aggiunge la patata,
un pizzico di sale a dar sapore
che mano forte tratta con amore.
Poi, quell’impasto a pezzi si fa biscia
e in parti uguali divisa è ogni striscia,
ogni pezzetto dai rebbi vien graffiato
per esser poi nell’acqua cucinato.
Quando si mostra sopra quella schiuma,
il desiderio dell’attesa sfuma
e insieme al condimento preparato
è pronto per l’incontro col palato.
Ognuno all’altro offre il suo sorriso
mangiando il gnocco che rende tondo il viso,
ad ogni dama fa il cavalier l’inchino
tenendo in mano un calice di vino.
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