Il parto: un’attesa durata nove mesi
“Da nove mesi attendo il lieto evento.
Il tempo è già scaduto da tre giorni
e l’ansia dell’attesa mi distrugge
perché son sempre stata un’apprensiva
e questo mi procura una tensione
che si trasforma in grave agitazione
da rendermi nervosa ed impulsiva
ad ogni seppure minima emozione!
Eppure l’entusiasmo e la passione
per questo figlio atteso da tre anni
dovrebbe darmi un senso di letizia,
di pace, d’equilibrio e di delizia,
invece, sento un clima teso e strano.
Respiro con affanno e con fatica.
Mi tocco sempre in basso con la mano
in preda a una spasmodica illusione
che il magico momento sia arrivato.
Però le doglie tardano a venire
e questa smania mira a divenire
un gran tormento che mi fa impazzire!
Speriamo che domani, in poche ore,
avvenga quel miracolo divino
d’avere partorito un bel bambino.
Potrò baciarlo, stringerlo sul cuore ...
...Ma che succede? Sento un gran dolore!
Un male strano, bello ma straziante!
Oh mamma mia, che fitta lancinante!
Mi sta straziando e sento a intermittenza
un altro spasmo ... ed ecco un altro ancora...!
Appena in tempo, ... non ho più pazienza!
Ci siamo! ... Finalmente è giunta l’ora! ”.
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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