L'Anormalità
I pugni chiusi
sulle orecchie sorde,
che ancora odono
l'eco di un lungo sogno.
Lo sguardo smarrito
nella nebbia,
per ritrovar tracce
di un pensiero perso
e un sorriso strano
che a nulla nuoce,
ma che solo spiace,
a chi chiamandoti pazzo
si sente al sicuro.
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Commenti (3)
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Mirella Crapanzano24 gennaio 2008
Leggendo questa bellissima poesia, non posso fare a meno di pensare a tutti quelli che pensano di essere normali e che sono chiusi ai loro sentimenti, sordi alle voci altrui di sofferenza, che vagano smarriti, come automi, in società vuote di valori... e chiamiamo pazzi chi?
Berta Biagini24 gennaio 2008
poche parole per esprimere un mondo del tutto particolare - verità che vuole essere nascosta
Rita Minniti24 gennaio 2008
Poesia piena di verità! Molto sentita e che fa riflettere.


