La domenica del contadino (filastrocca semiseria)
ho la mutanda linda
e non voglio sporcarla
a costo di pulirmi
il culo con la paglia
L’ascella ben rasata
lavata con il sapone
profumo dall’ingrosso
per non sporcar il maglione
pantalone con la riga
con il ferro a carbonella
appoggia sulla scarpa
di pelle di vitella
giacchetta a tascapane
fustagno color mattone
l’ombrello di traverso
se c’è il temporalone
cappello a falda larga
dalla pistagna unta
capello lucidato
con il grasso dell’assogna
passaggio nella chiesa
a salutar il curato
il tempo di un ostia
e via trafelato
La domenica è festa
anche per il contadino
all’osteria di Nena
a tragugiar buon vino
pensava di far colpo
su Maria e sulla Lena
ma tornò a casa a sera
gonfio come una balena
bicchieri di vinazza
non li ha neanche contati
promesse tante tante
ma solo mosche in mani
scarpe grosse e cervello fino
rammentò il contadino
si vive di certezze
non certo di promesse
Maria e la Lena
ancora stanno ridendo
dell’ ingenuo contadino
coglionato e contento
©
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