È un tempo antiquato e poi la pace
Col suo algido cipiglio
di impenetrabili pensieri,
si erge austero come in un groviglio
di tenebrosi leader avventurieri.
Lo Zar inneggia col suo vento di guerra
come torvo predatore che ogni gioia afferra,
e inonda, con raffiche di male, la terra a sé vicina
per un gioco di potere che dalle sue azioni tracima.
In un tempo dove l’amore ha perso,
in uno spazio frammentato e disperso,
senza alcuna poesia che riempia le giornate,
in luoghi ormai intrisi di angosce inascoltate.
E se cambiasse del mondo la geografia
con l’uso prepotente di una bieca demagogia,
a discapito di vite e di sogni cancellati,
verso un futuro di consensi rinnegati...
E se tutto il buio della notte
calasse sulle macerie grigie e sepolte,
anche la speranza troverebbe arresa
e la fiducia nella vita si vedrebbe disattesa...
Ma se, d’improvviso, ogni bomba sparisse
e l’ultimo anelito di coraggio vincesse,
se l’uomo imparasse dai passati errori
e dalla storia debellasse i suoi corruttori...
Giungerebbe l’agognata pace
circuendo di sollievo le anime stremate
e, con luce intensa e pervicace,
recupererebbe di colori le speranze derubate
©
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