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Morte 15 marzo 2022 · lettura 1 min · 801 letture

Holodomor

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Oh Ilarione! Non brillano più le icone svanita la luce, le cupole d’oro sono di piombo cinereo, a Chiovia non s’odono cantici di lode, zitto dalla paura i santi cori angelici. A Chiovia non si respira più profumo d’incenso, la follia porta polvere e morte. Il cosacco Ruteno, ha smesso il colbacco, cessata la danza, zittita la balalaika, ora ascolta il suono della mitraglia, lo scoppio delle bombe, congela le menti, il freddo pungente gela i corpi caduti. U kraina terra di confine, granaio deuropa, un nuovo raccolto amaro, un altro holodomor è alle porte, ed il pane fragrante diviso in comunione ora è raffermo. Sono fratelli quelli che hai contro, sono sudditi, lo erano allora lo sono anche ora, questo assurdo potere incivile spezza i cuori, trafigge le menti, l’anima brucia, giù le armi prima che il genocidio si abbia.
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Scusatemi per la foto ma dobbiamo guardare e riflettere oggi pensando alla guerra, allora era diverso perché L’HOLODOMOR ci racconta, anche attraverso queste foto che il regime di Stalin ha fatto morire di fame milioni di Ukraini

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Paolo Morganti
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