A mia madre Rosa
Pino Gaudino
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Nitidamente tra spiragli di pelle percepisco il tuo fiato,
complesso è il tempo che palpita quando ti sfioro...
Con la luce del desiderio,
illudiamo il buio che circonda il silenzio,
rincorrendo tutto quello di cui ci siamo sbarazzati...
Nello spazio perduto ora viaggiano i rimpianti.
Non so cosa consola la luna quando le stelle cadono,
curioso cerco di capire come l’amore trova il giorno fatto distante...
Il segreto è la tua assenza, chissà quanta strada fai per ascoltare il mio dolore,
seppur distante trovi il tempo per accarezzarmi.
Mi hai visto nascere e io ti ho visto andare via.
Senza fretta mi cullo nel tuo pensiero,
aggirandomi dentro i tuoi occhi ricordo ancora il tuo sorriso.
©
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L'autore
Pino Gaudino
Giuseppe Gaudino nasce a Salemi, in provincia di Trapani, il 4 Aprile 1964. Dopo gli studi classici, intraprende un lavoro che lo formerà nei valori più profondi della vita: entra infatti, come operatore socio- sanitario, in un’associazione di Salemi, il CS. R., che si occupa di persone diversamente abili, nella q
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissima, complimenti (Gianna Occhipinti)
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