La strada dell’amore è inconcepibile
Martina, una ragazza diplomata,
s’è presentata nel mio ristorante
dicendo: “Sono in cerca d’un lavoro,
qualunque cosa, pure s’è umiliante! ”
Le ho risposto: “Certo, la capisco,
però deve saper che in questo ambiente
ci vuole educazione e gentilezza
per render soddisfatto ogni cliente!
Se vuole posso metterla alla prova,
ma non m’ha dato alcuna referenza,
le pagherò i giorni lavorati,
comprende ... senza minima esperienza! ”
L’ho vista assai felice, m’ha sorriso
ed è fuggita via in bicicletta.
Il giorno dopo, alle dieci in punto,
in jeans, con una splendida maglietta
s’è messa a lavorare a testa bassa,
per evitare strani malintesi,
l’ho presentata come cameriera
agli altri lavoranti assai sorpresi.
Puliva sopra ai tavoli, per terra
e la cucina è ritornata nuova,
cercava pure d’aiutare il cuoco,
voleva superar qualsiasi prova!
Io la guardavo perché mi piaceva,
aveva un viso veramente bello,
con i capelli biondi, lunghi e folti
raccolti in un minuscolo cappello.
A sera tardi si sentiva stanca,
però non lo voleva far notare,
correva avanti e indietro tra i clienti,
voleva farsi subito ammirare
per superare i giorni della prova.
Il giorno dopo, stessa situazione,
i tavoli strapieni di clienti
e lei solerte ad ogni ordinazione!
La prima settimana il mio giudizio
verteva a un risultato positivo,
non si fermava mai, era costante,
provavo un non so ché di suggestivo ...
In verità mi stavo innamorando ...,
in genere con tutti i dipendenti
cercavo d’esser rigido, severo,
per lei sentivo strani turbamenti ...
La sera l’ho pregata di fermarsi,
perché desideravo dialogare
sul suo privato, un senso di timore
che lei non si potesse più legare
con altri, perché s’era già promessa.
L’ho fatta accomodare nel mio ufficio
e la guardavo alquanto soddisfatto
per quella inclinazione al sacrificio.
Purtroppo lei aveva giudicato
la mia richiesta al pari d’un rifiuto,
sperava tanto di venire assunta,
temeva un risultato ravveduto!
Ho visto che piangeva disperata,
mi sono alzato e in tono di rispetto
ho sussurrato: “Ha interpretato male!
Volevo solo dimostrarle affetto
ed ho paura che sia fidanzata!
S’è solo per il posto è assicurato,
ma lei mi piace tanto ed ho paura
che questo affetto non sia ricambiato!
Potrebbe diventare la padrona
qualora accetta a diventar mia sposa,
le lascio tutto il tempo che le serve,
su, non rifiuti quest’offerta ... rosa! ”
Martina m’ha guardato esterrefatta,
non s’aspettava questa confessione,
m’ha subito risposto: “Son sorpresa,
mi sento veramente in confusione!
Son libera ed anche lei mi piace,
ma soprattutto è un uomo di rispetto,
però la devo mettere ... alla prova
per valutare il suo sincero affetto! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una bellissima storia. Bravo come sempre Sergio (Alberto De Matteis)
Sf. Un caro saluto. (Alberto De Matteis)
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