Scelta sofferta per salvare il figlio
“Adesso non possiamo avere figli,
non resta che la strada dell’aborto,
mi spiace, ma purtroppo è necessario,
non farti soggiogar dallo sconforto!
Noi siamo ancora giovani, pertanto
possiamo avere i figli che vogliamo,
per ora siamo ancora fidanzati,
un dì ci sposeremo, perché t’amo!
Il piccolo non ha nessuna colpa,
ma noi non siamo in grado a provvedere
a tutte le esigenze naturali ...,
perciò non lo potremo mantenere!
E non abbiam né casa e né lavoro,
che cosa gli daremo da mangiare?
Il medico ci ha detto di pensarci,
però ... ce ne dobbiamo liberare!
Ci stiamo tormentando da più giorni,
non c’è più tempo, serve una risposta,
purtroppo non abbiamo alternative ...
accetta la mia valida proposta! ”
Così gli disse Enrico ad Antonietta,
la quale se ne stava ammutolita
per quella decisione dolorosa
ad accettar d’uccidere una vita!
Da donna e madre si sentiva pronta,
però doveva dare un bel futuro
al suo bambino che portava in grembo
e ciò rendeva l’animo insicuro.
L’aborto è la parola disumana ...
che servirà a sopprimere suo figlio ...!
Fissò Enrico e disse sconsolata:
“Per una volta ascolta il mio consiglio,
i nostri genitori già lo sanno
di questa gravidanza, ma purtroppo
ignorano la nostra decisione
e questo è certamente un grosso intoppo!
Sarebbe meglio informarli in tempo
e loro sono ricchi d’esperienza,
sapranno darci il consiglio adatto
per ogni favorevole evenienza! ”
La sera stessa, insieme nel salotto,
sembravano ancor più preoccupati,
ma tutti condannavano l’aborto
con dei discorsi logici, assennati.
I suoceri promisero ai ragazzi
di provvedere al lato finanziario
fin quando non avrebbero trovato
un posto di lavoro ed un salario
in grado a soddisfare la famiglia
in modo naturale ed ottimale,
i giovani restaron soddisfatti
per quella decisione generale.
Ci fu un abbraccio tenero, affettivo
fra tutti i componenti dell’accordo,
nei due ragazzi, con il cuore in festa,
sparì la volontà ... del disaccordo.
Ed una volta soli lei gli disse:
“Enrico, te lo giuro innanzi a Dio,
che io ero contraria ad abortire,
perché il bambino lo sentivo mio!
Tu sei un uomo e non puoi capire
la gioia della donna quando sente
il feto che si muove dentro al ventre ...,
non si può dar la morte a un innocente!
Sapevo dei problemi della vita
e mi struggevo l’anima ed il cuore
qualora intervenivano sul feto,
il frutto sacrosanto dell’amore! ”
Enrico la guardò in fondo agli occhi,
capì che la sua donna era felice,
perché teneva troppo al suo bambino!
L’aborto è sempre ... un termine infelice!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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