Vinsi il morbo

Io mai firmai con quello un patto insulso
pur fio pagai essendo ahimè ristretto:
scansai disegni e rinserrai me stesso
lontan dal mondo, rosicchiando gli ossi.
In casa, per fortuna, o sarei morto,
dove se ebbi quel mal non saprei dire.
Conclusa la tempesta or mi ritrovo
in giorni nuovi con un gran sospiro.
Poi, piedi in terra nell’odor di sole
cambiai d’umore nel miglior respiro,
e a pien polmoni sciolsi inno d’amore,
nel voluttuoso ciel del dolce aprile.
Decrepito or, soggetto a nuovo ardore
sì lieto d’abbozzar stanco un sorriso
al cuor che batte in petto ancor gentile
ripeto: "Grazie al cielo, ancor son vivo!".
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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