Carusi della zolfara

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto sentita e tanto apprezzata. Un abbraccio Sar (Antonietta Angela Bianco)
Un poetico omaggio ai \"carusi\" sfruttati! Plauso! (Michelangelo La Rocca)
Sempre bello leggerti, buona settimana cara (Silvia De Angelis)
forte bella sempre brava saretta S (carla composto)
Piaciuta ed apprezzata. Complimenti sf (Alberto De Matteis)
Commovente e vera. Un abbraccio Sara (Giacomo Scimonelli)
Commenti (7)
Struggente atmosfera che vede i bambini impiegati e sfruttati nelle miniere di zolfo. Molto bella anche se profondamente triste. Purtroppo ancora oggi i bambini vengono sfruttati in diverse zone del mondo, sempre per il profitto di esseri spregevoli a cui interessa solo il dio denaro. Un mondo sempre più "rovesciato", senza ideali e senza regole. Molto coinvolgente e vera questa tua lirica. Sempre Sara
Siamo nelle zolfare della Sicilia e i carusi sono bagnati di sudore per il duro lavoro nelle miniere di zolfo, al duro lavoro, però, non corrisponde una paga capace di ripagare l’impegno, la fatica, il sudore. Bene ha fatto la poetessa a occuparsi di questa piaga sociale con parole nette e chiare. Poesia ben scritta, scorrevole, piacevole alla lettura e molto apprezzata per i suoi profondi e condivisibili contenuti etici e sociali!
Immagini dolorose, d’una realtà lontana, che fa ancora eco, nell’animo degli abitanti dell’isola siciliana... Un testo intenso e originale, molto apprezzato
bella intensa i bimbi non vanno toccati in questa lirica lo sfruttamento di creature innocenti mi ha toccato il cuore elogio sincero
Forte sensibilità che riesce a concretizzare con la densità dei versi immagini molto intense e penetranti. L’ombra amara insiste e addolora e la sua grave tristezza si svolge nello spazio di una nitida e ferma malinconia. Profondamente vera...
Sono quattro quartine più un distico di versi novenari che, con dovizia di particolari decisamente realistici e crudi, descrivono le durissime condizioni a cui dovevano sottostare quei piccoli "carusi" nelle miniere di zolfo. Una dura realtà dove non esisteva altro che sfruttamento minorile, morte di innocenti, nessuna pìetas e tanto meno retribuzione adeguata. E in lontananza quelle lacrime d’una madre desolata facevano da sfondo diventando perle di un dolore struggente. Ancora una volta la poetessa Sara Acireale, con una sensibilità senza pari, è capace di far emozionare il lettore. Contenuto e forma da elogiare.
Una triste realtà che ha spento i sogni di molti bambini... bambini sfruttati e trattati come autentici schiavi. La sensibile Poetessa, con versi chiari ed efficaci, è riuscita a trasmettere emozioni forti che non possono non commuovere...







