Aspetta che passi ancora

Di cosa
potrà fidarsi
un uomo
appena
derubato
della stretta
del suo cuore,
mutilato
pure
nel senso
nascosto
di vivere
il suo amore
così presto,
adombrandosi
delle altrui
paure
e scongiuri
mossi
irriverenti
al fato,
annientato
dalle stesse
spine
del diletto
quel poco
ardire
di intelletto,
per non soffrire
la verità
dovrà tacersi
avventurandosi
nelle piazze
gremite
ascoltando,
fraternizzare
con le mani
ai fianchi
e gli occhi
posticci
a guardare
orizzonti di carta,
segnati di rosso
i confini
del cielo
in mezzo
non può
ancora
passare,
aspettare
che passi
la sconfitta
ad imbrattare
di cuori
imbalsamati
i secolari sogni,
scoccare
inosservato
il desiderio
di una freccia
e attraversare
le colonne
dello spazio,
affidarsi
forse
alle libere
prigioni
del vuoto
senza destino
ricordare,
fingersi
stanco
e sentire
il suo cuore
praticare
le speranze
con distacco,
sperarsi
di morire
un poco
fidarsi
del gioco
mezzo vivo
di amarsi,
frugarsi
un soldino
dalle tasche
e dirsi grazie
le mani
stringendo
con un inchino.
©
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