Un poeta non bara

Muse,
bagnate
d’altri tempi
ove,
con ardore
dichiarato
in petto
pur il servo
cantava
sue in antico
dolore
spezzando,
non di eroi
le prodezze
contavate
fatti
con passioni
in rima
enumerando,
di voi
Urania,
a chi
di troppo
errore
misurava
danzando,
dinanzi
al crepuscolo
prima
della sera,
un fuoco
di paglia
accendeva
su di
una nuvola
la forma
di stella,
Calliope
la valorosa,
di rosso
fragrante
le nude
labbra
baciate,
voce
vespertina
dava
di canto
alla notte,
poeta
non
sono,
se vero
che
la Musa
non mi
cerca,
nelle
notti
acclarate
di ponente
l’ho cercata,
trovandosi
una zappa
scavare
promesse
giù
in terra,
non
di sole
indurita,
bensì
dalla
nebbia,
altrimenti
in sposa
la prometto
alla musica
che ti ho
appena
suonata,
or
l’avrà
nell’ora
ascoltata,
un poeta
se vero
non
bara.
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele7 giugno 2022
il poeta che non bara, è stato e sarà per sempre elogio di ogni cuore e elogio di ogni fiore, e su apposti decantati vessilli nutre il verso dedicato e scandisce la musica che emana dal suo cuore... poesia impegnativa ...complimenti
