Il sazio non vede il digiuno

A te mi volgo e dico, uman viziato
che con la scorza butti anche il salame
non reputando spreco il tanto avanzo,
il gozzo ingrossi, e temi alla tua pesa.
Grand’epa tua rigonfia ignora smunto
quando per non rubar batte al portone:
ha nell’inedia i suoi pulcini e sposa,
e digiunando chiede ausilio invano.
“Ma io che c’entro?”, e lo metti alla porta,
lo cacci senza dare alcun conforto:
“Il diavol se lo porti a me non tocca,
di certo è colpa sua: che se la cerca!”
"Senz’altro è un malvivente, un mascalzone
consueto a prigionia cui noto all’uscio,
con moglie zie e sorelle meretrici...
E senti quanto puzza! è infetto forse.
Lontano!... e ch’io non l’abbia ancor d’impiccio!”...
Son di borgata, invise, inermi genti,
a volte ogni oltre ogni dire, addirittura.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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