Come il ricco epulone?
Come il ricco epulone lì punito gridando disse: Padre Abramo,
abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua
la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura
così oggi nel giardino arsa la terra gridano al ciel gemendo
fiori e piante siccità imperante che nuvole pietose pioggia copiosa
rechino a secche radici prossime a morire e che diversa sia la lor sorte
avendo ai lazzari mortali donato alla vista bellezza e alla calura refrigerio!
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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