Scivola l’acqua
animafrattale
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Scivola l’acqua sui vetri oscurati,
lampi frequenti illuminano il volto,
rombi lontani e l’animo sconvolto,
lenzuoli riversi e marmi assonnati.
Più fitta la pioggia bagna i camini,
dilava le mura e giù sulla ghiaia,
ombrelli senza volto fuggono via,
fioca la luce sui caldi cuscini.
Sopra piange un bimbo al seno amoroso,
un balcone sbatte quasi abbattuto,
giunge ora il suono del lampo caduto,
scrive il dito sul respiro affannoso.
Vestiti portati come rubati,
s’avvia l’auto tra la nebbia che sale,
scompare veloce lungo quel viale,
la mano cade sui fianchi abbronzati.
Porte sbattute e rumori palesi,
voce di chi si ritrova propaga,
le ante ora si aprono, tutto si allaga,
la donna s’affaccia i capelli appesi.
Pietre bagnate sembrano chiamare,
sporge il collo, fianchi e seno perfetto,
guaisce il cane e la sfiora con affetto,
lo guarda, lo gratta e resta a pensare.
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