In codice minacci

In codice minacci e a fragil punti dritto
ché anziani non conosco più viventi,
parenti e amici, dissennato, infetti a tutto spiano,
a biechi tuoi voleri senza un fin, costringi e freni.
Tieni in scacco il mondo intero,
nuoci insidi, non dai pace
in tutto il vasto mondo che produce,
coi rimandi in stasi induci.
“Su, dicci cosa vuoi, possiam trattare...
risparmia anziano e cerca d’esser chiaro!...
Sparita flora, terra e ciel distrutti,
ma tu non c’entri, e l’uom farà “mea culpa!”
Io sul balcon di casa o spesso al chiuso
senza scelte più di prima e noncurante di altre cose,
sempre a legger tutto solo, a volte scrivo...
più non giro il marciapiede un po’ in sordina.
Non per niente, più di prima, penso tanto al mio destino
senza scopo nella vita, se nel mondo son finito:
sol di peso, in più, un ingombro... e allor m’arrendo:
cedo il posto: non mi oppongo al mio destino...
Già non valido e usurato, or mi copro, sto distante,
e trattengo anche il respiro.
Ma se il morbo ancor s’aggiunge...
non, andrò nel lazzaretto...
Meglio in casa in buon ritiro
sol con quanto m’appartiene,
aria in bombole se occorre
presto avrei finito il giro.
Non so quanto ancor resisto,
se a partire sarà presto... io m’appresto!
Quanto all’anima, mi chiedo
se ritorna al mencio ceppo.
Ma se parto gente addio! vi amo tutti lo sapete,
lascio il mondo, lascio il sito
cedo il posto, non mi oppongo...
né vi scriverò se parto.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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