L’attesa
Cosa è mai cambiato da
quell’inverno gelato?
La stessa neve ha imbiancato i tetti
e il ghiaccio ricoperto i vialetti,
il grigiore del cielo che nasconde un sole opaco
e il freddo sconfitto nel camino dal fuoco.
Quando sopraggiunge la primavera,
che ogni sentore rifiorisce,
una nuova nostalgia ricolma d’atmosfera
quell’attesa di speranza che invaghisce.
Ma poi in fondo cosa è mutato
da quell’estate rovente?
Il mare si stende sempre fra la riva e l’infinito,
la calura incombe sulle case
mentre il sole, dall’alto impettito,
irradia luce e ogni refrigerio irride.
E se l’autunno con i suoi colori
pare spargere sul mondo
le tinte sfumate e delle foglie gli odori,
a dominare tutt’intorno è un cielo opaco sullo sfondo.
Ma quell’albero che ciclicamente rinvigorisce
pare suggerire che “non tutto trascorre”,
come se anche i pensieri che la mente smarrisce
siano solo stipati al passato come zavorre.
E così l’attesa di desideri inavverati
ruba il tempo alla vita
ogni volta che la sospende nei suoi sostrati
invece di afferrarla come calamita.
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