Nel azzurro dei tuoi occhi
Duilio Martino
581 poesie pubblicate
+ Segui

Alcuni templi è opportuno curarli
se non vogliamo
che ci cadano addosso
o che i soffi del tempo ne disperdano
i fulgori nei fossi.
Così gli amori
hanno un immenso bisogno di cure
di premure costanti
non è permessa una mezza misura:
c’è il tripudio o la morte
mai purgatorio ma l’eden o il tartaro...
la farfalla che morde
il piacere o la croce, il sangue o l’acqua
viva fiamma o la cenere
di frementi destrieri
un ostensorio o l’oceano di polvere .
Eccomi allora muto e intimorito
- mia dolce musa -
con ferite freschissime e profonde
e l’alto rischio che mi spacchi il cuore.
Sei l’albero e sei terra
sei l’erba fresca sotto ai piedi scalzi
aria di maggio
un’acquerugiola sopra alla pelle
l’invito a danza
il posticino dove vivo meglio
nel buio stella
e poi tiepida aurora
quindi uragano fragrante di sole
e - giunti a sera -
il grembo dolce che spegne le angosce.
Ma brucio, ardo in enigmi
anteponendo invano
respiri eterei all’impazzito palpito...
alla magnificenza
di labbra calde che bramo tremando
l’ebbrezza che mi infondi.
Poi a confondermi
c’è l’azzurro che sboccia dagli occhi tuoi carichi
d’infiniti che esondano.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Duilio Martino
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
