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Home Poesie Dialettali
Dialettali 23 settembre 2022 · lettura 2 min · 465 letture

U votu

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
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I pulitici parrano sempri, dicinu iumi di paroli, spessu nun annu sensu, mai sunnu cosi novi. Pi iddri semu sudditi pi nenti cittadini, forsi nni consideranu puru un pocu cretini. Sulu quannu si vota pensanu a nuatri, chiddru ci interessa è essiri vutati. Fannu tanti prumisi di tutti li culura, vonnu u nostru benessiri, u rispettu pa natura. Ma na vota eletti trasinu nu Parlamentu e li cosi chi promisiru restanu paruli o ventu. Pi na sola vota, si si putissi fari, tutti natri nsemmula nun avissimu a vutari. Ammeci iemu a li seggi comu tanti picuruna spirannu stavota d’aviri cchiù furtuna. Ma sa prossima vota nun cuvernerannu beni li ittamu tutti fora e comu veni veni! Traduzione Il voto I politici parlano sempre dicono fiumi di parole, spesso senza senso, mai son cose nuove. Per loro siamo sudditi, per niente cittadini, forse ci considerano anche un po’ cretini. Solo quando si vota si ricordano di noi, quel che loro interessa è essere votati. Fanno tante promesse, di tutti i colori, vogliono il nostro benessere, il rispetto par la natura. Ma una volta eletti e vanno al Parlamento le cose promesse restano parole al vento. Per una sola volta, se si potesse fare, tutti noi insieme non dovremmo votare. Invece andiamo ai seggi come tanti pecoroni sperando questa volta d’avere più fortuna. Ma se la prossima volta non governeranno bene, li butteremo fuori e quel che viene viene.
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L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Versi ironici che fanno riflettere molto. (Sara Acireale)

E’ bello leggerti, buon fine settimana (Silvia De Angelis)

Michelangelo sf (Alberto De Matteis)

poeta, un caro saluto (Stefana Pieretti)

Versi molto veritieri (Giuseppe Mauro Maschiella)

Commenti (5)

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Sara Acireale23 settembre 2022

Eh già promesse, promesse elettorali... mai mantenute. Siamo alle solite, prima delle elezioni sono tutti bravi a dire parole al vento: sono capaci di promettere mari e monti, di fare spuntare la luna nel pozzo ma dopo... dimenticano tutto e fanno "i loro affari". È una ribellione condivisibile questa di Michelangelo La Rocca, però sono sempre del parere che votare si deve... magari quello che promette di meno ma che sempre si è battuto per i diritti civili e sociali dei cittadini. Il Poeta è insuperabile nelle poesie dialettali.

Silvia De Angelis24 settembre 2022

Un vernacolo intenso, e molto avvincente, sugli atteggiamenti ripetitivi e inutili dei nostri politici, sempre pronti a un’arguta dialettica distante dalla realtà dei fatti. Poesia apprezzata

Alberto De Matteis24 settembre 2022

Una lirica che si legge d’un fiato per quel modo di verseggiare del poeta Michelangelo La Rocca, un verseggiare ben ritmato e musicale e con quel suo fotografare molto bene e adeguatamente la realtà. Questa volta parla dei politici, pronti a considerarsi i paladini del popolo, riempiendo la bocca di promesse assurde e ben consapevoli del contrario. Parole al vento senza alcun fondamento reale. E allora che fare? Non votare? Piuttosto cercare di votare con coscienza e per quelle persone che promettono poche cose, l’indispensabile, nella speranza poi che ciò possa realizzarsi. Una lirica in vernacolo che ha un impatto molto forte.

Stefana Pieretti24 settembre 2022

versi di giusta ribellione a questo mondo politico che da sempre sa dare solo delusioni e ancor più in questi momenti, dove ormai ci vuole un miracolo per migliorare ... Grazie per il testo attualissimo e apprezzato .

Ottimo ed ironico vernacolo! Per me meglio andare a votare ricordandoci che quando il povero ed il ricco votano lo stesso partito, è sempre il povero che sbaglia. Poesia apprezzata.