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Cronaca 26 settembre 2022 · lettura 1 min · 1000 letture

Le votazioni politiche

e
emiliapoesie39 149 poesie pubblicate
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Lu partitu adde’ ru discursu d’jsti jorni c’è chi ne sa’ più d’ognj artru Berluscò mannilu a casa, ra Meloni promette granne cose, ru figlioccio cavallo bizzzarru e allo’ per chi se vota? Io chiudo l’occhj e fò unu scarabocchiu dove coglio, coglio bene tanto non ce se capisce co’sa. Ai tempi mia se votava per due, tre partiti e quanno stavi li sapii a chi da’ u votu.
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cronaca delle elezioni politiche 25 settembre 2022 in dialetto marchigiano, scusandomi per i nomi citati. grazie

e
L'autore
emiliapoesie39

scrivo da quando bambina frequentavo le medie e trovandomi in collegio soffrivo per la mancanza della famiglia e abituata come ero agli spazi aperti mi sentivo soffocare e allora brevi frasi o magari un brevissimo pensiero lo buttavo giù. a distanza di tempo continuo a scrivere anzi è il mio hobby ....scrivo diari di

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Poetessa (Sara Acireale)

Un acceso vernacolo di grande realtà. (Silvia De Angelis)

Versi apprezzati. Un caro saluto (Silvia De Angelis)

Emilia, attenta a dove cogli (Giuseppe Mauro Maschiella)

Commenti (5)

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Sara Acireale26 settembre 2022

È un discorso poetico amaramente ironico. Queste votazioni mi hanno lasciata perplessa ma sono andata a votare per chi ha perduto ma... è questa la democrazia, c’è chi vince e c’è chi perde. In Sicilia si è votato pure per le regionali e... ancora non mi rendo conto perché non c’è stato il cambiamento. Penso che il cambiamento VERO non lo vogliono in molti. D’altronde il popolo rappresenta il parlamento, è l’altra faccia della medaglia. Non si vuole il cambiamento, il cambio di rotta, la FINE delle raccomandazioni e l’inizio della meritocrazia. Così è la vita.

A
Antonio Terracciano26 settembre 2022

Mi sono soffermato sul dialetto, concentrandomi sul fatto che le Marche sono quasi un piccolo continente. Il dialetto di Emilia è evidentemente un marchigiano centro- meridionale, mentre mia nonna, pesarese, avrebbe scritto il concetto con parole abbastanza differenti, più o meno così (traduco soltanto l’inizio della poesia): "I partìd ... A stè a sentì i discòrs de ‘sti giorne, el c’è chi en capìsc piò d’i altre" ...

Pino Tota26 settembre 2022

Quante tristi verità in questi versi colorati di un sano dialetto... la pollitica che ha ridotto il nostro paese in un pollaio fatto di polli, sempre polli, fortissimamente polli... Complimenti poetessa!!

Verament aggia vutat addò cogl’cogl‘! Grazie per gli

Vernacolo ironico molto piaciavole. I vecchi tempi sono passati ma nulla è cambiato, meglio uno scarbocchio sulla scheda, che condivido.