Le votazioni politiche
scrivo da quando bambina frequentavo le medie e trovandomi in collegio soffrivo per la mancanza della famiglia e abituata come ero agli spazi aperti mi sentivo soffocare e allora brevi frasi o magari un brevissimo pensiero lo buttavo giù. a distanza di tempo continuo a scrivere anzi è il mio hobby ....scrivo diari di
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Poetessa (Sara Acireale)
Un acceso vernacolo di grande realtà. (Silvia De Angelis)
Versi apprezzati. Un caro saluto (Silvia De Angelis)
Emilia, attenta a dove cogli (Giuseppe Mauro Maschiella)
Commenti (5)
È un discorso poetico amaramente ironico. Queste votazioni mi hanno lasciata perplessa ma sono andata a votare per chi ha perduto ma... è questa la democrazia, c’è chi vince e c’è chi perde. In Sicilia si è votato pure per le regionali e... ancora non mi rendo conto perché non c’è stato il cambiamento. Penso che il cambiamento VERO non lo vogliono in molti. D’altronde il popolo rappresenta il parlamento, è l’altra faccia della medaglia. Non si vuole il cambiamento, il cambio di rotta, la FINE delle raccomandazioni e l’inizio della meritocrazia. Così è la vita.
Mi sono soffermato sul dialetto, concentrandomi sul fatto che le Marche sono quasi un piccolo continente. Il dialetto di Emilia è evidentemente un marchigiano centro- meridionale, mentre mia nonna, pesarese, avrebbe scritto il concetto con parole abbastanza differenti, più o meno così (traduco soltanto l’inizio della poesia): "I partìd ... A stè a sentì i discòrs de ‘sti giorne, el c’è chi en capìsc piò d’i altre" ...
Quante tristi verità in questi versi colorati di un sano dialetto... la pollitica che ha ridotto il nostro paese in un pollaio fatto di polli, sempre polli, fortissimamente polli... Complimenti poetessa!!
Verament aggia vutat addò cogl’cogl‘! Grazie per gli
Vernacolo ironico molto piaciavole. I vecchi tempi sono passati ma nulla è cambiato, meglio uno scarbocchio sulla scheda, che condivido.



