Schermi accesi
Antonio D’Auria
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Scoprendo di ogni giorno il lume spento
e le parole in viso aperto morte
per poi scrutare invano chiuse porte
cercando risa e abbracci senza stento
abbiamo schermi accesi col portento
di un’invenzione a dire troppo forte,
come finestra aperta sulla sorte,
distanti ma vicini nel tormento.
Ma il mal venuto se ne andò lontano
col caldo del tuo sguardo a primavera
smorzò la luce finta e accese il sole
e con parole fiere dal pantano
fuggimmo con speranza, quella vera,
coscienti che il futuro a sé ci vuole.
©
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L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
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