Son anime dei morti
Spesso nei primi giorni di novembre
quando sta per sparire la nebbia
mattutina sopra i cimiteri dal vento
lì portate vedi un aleggiar di foglie
sappi che son le anime dei morti
che dal cielo tornano a rivedere
dai sottostanti marmorei monumenti
del passato le sembianza chi si commuove
e chi vuol dimenticarsi diversi i ricordi
le gioie e gli affanni vite felici vite grame
foglie che vogliono qui danzare foglie
che vogliono da qui lontano poi volare
nell’imparzialità sua il vento non che fare
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un caro saluto sf (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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Alberto De Matteis22 ottobre 2022
Molto suggestivo il quadro d’insieme che rimanda al ricordo foscoliano della corrispondenza d’amorosi sensi che si instaura tra il vivo e il defunto. Singolare è l’immagine delle foglie, mosse dal vento, che simboleggiano le anime dei trapassati e l’immagine del vento stesso che nella sua imparzialità, non (sa) che fare.
