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Impressioni 9 novembre 2022 · lettura 1 min · 663 letture

Un’acustica lontana

Silvia De Angelis 1090 poesie pubblicate
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Scampanio furente d’un vuoto ancestrale rigore imperscrutabile d’un greto melmoso dentro una ragione irragionata. S’appressa nel logorio d’un malanno di vita accelerando canute ciocche. Scivola l’omero su un’acustica lontana dedita al sommesso guaito d’una civetta volta al presidio di mangrovie di luna in cui disperdere a fatica una nenia sul buio dirimpetto.
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Silvia De Angelis
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Commenti (2)

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Sara Acireale9 novembre 2022

È il vuoto ancestrale che porta all’origine di ogni cosa, ciò che fa stare male e fa diventare depressi; è il vuoto ancestrale la causa e l’inizo di quella "ragione irragionevole" dentro la quale si ci perde. Un’acustica remota attira l’attenzione ma non basta per ascoltare la nenia "sul buio dirimpetto". È una lirica ermetica bella anche se triste.

Michelangelo La Rocca10 novembre 2022

Versi che oltre bellissimi e piacevoli alla lettura stimolano la nostra intelligenza a saperne cogliere il significato più vero e profondo. Per la nostra elasticità mentale leggere e provare a commentare una poesia di Silvia vale più della lettura di 10 "settimane enigmistiche". Molto azzeccata l’individuazione nel "vuoto ancestrale rigore imperscrutabile di un greto melmoso dentro una ragione irragionata" la causa dei tanti mali che affliggono l’umanità che hanno portato l’uomo sull’orlo di un terribile abisso. Elogi sentiti e meritati alla poetessa! Chapeau!