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Introspezione 21 novembre 2022 · lettura 2 min · 542 letture

E fu così ch’io morsi

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pompeo conte 750 poesie pubblicate
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“È troppo, basta, la finisco adesso!" Spirar decisi, e fiero decedetti, ma con giudizio, non a cuor leggero, in modo ponderato procedetti: Nel respirar cessando presi impegno: e a rinserrar la gola il nervo tesi di giusta man deciso e fiero il piglio a fauci e froci, d’aura sbarrai il flusso; e in manco di condotti immessi alterni respiro chiuso in un volere estremo, pulsion vitale in gran silenzio arrese e il cuore, senza indugio in sodalizio fu lesto ad arrestar nel petto i pugni... Carburo indi mancò, seguendo il corso, e di risorse a secco, al suolo esangue steso allo sguardo di stupiti astanti ... immoto in terra, con sbiancato volto, e mani ricadenti intorno al sesso. Dunque mi diedi, mi tradussi, a morte: felice e realizzato in quell’istante: poiché decisi in tempo, e per mio conto il dove come e quando ciò avvenisse. Poi zitto esangue in sito, fu ristagno, fermo divenni freddo, e, non ricordo... però fu allora, che senz’altro morsi: finale soluzion ai guai percorsi. E convocato losco addottorato: un tipo strano con un passo incerto, un atto lui vergò, vagliato il polso che morte mi sanciva alla buon’ora.
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L'autore
pompeo conte

Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris

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