Se si perde la coscienza dell’io

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Complimenti Poeta. (Sara Acireale)
poeta, molto sentita! (Stefana Pieretti)
Molto bello leggerti, buona serata Mick (Silvia De Angelis)
Bellissima e tu . Congratulazioni (Antonietta Angela Bianco)
Commenti (5)
L’età che avanza porta a tanti inconvenienti... La fortuna sarebbe invecchiare bene, con la mente lucida e il corpo che risponde anche se rallentato. Il buio della mente è la parte più violenta che a una persona possa capitare. Dimenticarsi chi è, quelli che gli sono accanto per la nebbia più fitta di una vita senza un perché.
Se si perde la coscienza dell’io e non si riconoscono più nemmeno i famigliari più intimi, la vita diventa un dramma sia per l’ammalato di Alzheimer come anche per chi gli sta vicino. Il cervello diventa come una fitta nebbia e i vari scomparti della mente creano un caos totale e non funzionano più. Purtroppo, la malattia di Alzheimer è degenaritiva con percorso progressivo. L’età che avanza può portare a questi inconvenienti. Spero che la scienza medica faccia dei passi avanti anche in questo campo. Il sensibile Poeta ci fa riflettere sempre.
una poesia che rimane nel cuore di chi legge, sopra tutto in chi ha vissuto questa terribile malattia nello sguardo di un famigliare, ne ha visto il lento inesorabile declino, l’ha visto annullarsi, spegnersi ... triste, ma vera, bravo poeta!
Perdere la lucidità mentale, è cosa gravissima e quando si vivono queste tristissime esperienze, in persone care che ne sono coinvolte, la vita appesantisce il suo fardello in modo indelebile... Versi di grande realtà, apprezzati.
Perdere la coscienza dell’io è terribile. Vivere col cervello annebbiato, non riconoscere i familiari non ti fa vivere la vita. Purtroppo esistono malattie invalidanti per cui neanche la scienza può fare molto. È molto triste vivere queste malattie nelle persone care. La poesia molto intensa è vera, purtroppo. Complimenti al poeta che ci fa dei bellissimi regali dandoci la possibilità di riflettere su temi molto profondi. Grazie





