”Vite spezzate”
Ezio Grieco
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Sagome scure,
rumori ovattati
dal denso velo,
filtrati.
Asfalto che scorre
tra pioggia e lampioni.
L'allegro vociare
dal puzzo di gin.
Il coro spavaldo:
vai sorpassa,
passiamo davanti!
Le urla,
lo schianto.
Vasco ancora canta
Vita spericolata,
tra lamiere contorte.
Grumi di sangue,
lacrime amare,
vento che grida:
non mollare!
E l'eco degli Angeli
in bianco camice:
non mollare!
Un sussurro
stringe la mano mia,
mentre la nebbia
mi porta via.
©
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L'autore
Ezio Grieco
....e la vita va! Scrivere e leggere è la mia passione, scrivo d'istinto mettendoci cuore, leggo di tutto, ma mai in modo superficiale; cerco di cogliere il senso dello scritto.
Commenti (1)
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M
Marina Como2 febbraio 2008
Un ritmo incalzante che ben ricalca il tema della poesia. Un linguaggio variegato, a tratti elencativo, come la triste conta dei morti, a tratti narrativo, o dolcissimo nella chiusa esplicativa che riprende i versi iniziali. Una pausa posta dal linguaggio nella terzina ”Vasco... contorte” dove anche ”lamiere contorte” ricorda la celebre canzone di Guccini ”lunga e diritta correva la strada” con il verso ”tra le lamiere contorte, sull'autostrada cercavi la vita e ti ha incorntrato la morte”. Nell'insieme una poesia che ben scenografa una tragedia attuale.
